posto il link di un saggio a firma wu ming 1
che ritengo molto interessante.
http://www.wumingfoundation.com/italiano/WM1_saggio_sul_new_italian_epic.pdf
mercoledì 30 aprile 2008
mercoledì 26 marzo 2008
recensione poco utile di "i giorni dell'espiazione" M.Gregorio
sarà l'epoca in cui è ambientato (prussia 1800), sarà lo stile narrativo, sarà il periodo ma non sono riuscito a leggere questo romanzo.
i protagonisti mi sembrano stereotipati all'eccesso, la trama non mi ha trascinato, si salvano a mio parere le descrizioni sull'epoca e sul contesto.
che dire sono passato velocemente ad un giallo più contemporaneo del greco Markaris
http://it.wikipedia.org/wiki/Petros_Markaris
e già dalle prime pagine posso presagire una buona lettura.
saluti
i protagonisti mi sembrano stereotipati all'eccesso, la trama non mi ha trascinato, si salvano a mio parere le descrizioni sull'epoca e sul contesto.
che dire sono passato velocemente ad un giallo più contemporaneo del greco Markaris
http://it.wikipedia.org/wiki/Petros_Markaris
e già dalle prime pagine posso presagire una buona lettura.
saluti
sabato 22 marzo 2008
le società in house e l'informatica
leggetevi questo articolo e vedrete fotografata la realtà (o meglio le realtà) presenti nella pubblica amministrazione relativamente all'informatica.
http://punto-informatico.it/2225993/PI/News/Sull-informatica-italiana-la-cappa-della-PA/p.aspx
http://punto-informatico.it/2225993/PI/News/Sull-informatica-italiana-la-cappa-della-PA/p.aspx
"le benevole" J.Littell
ho letto “le benevole” e leggerò sicuramente “hitler” di genna.
quella che segue non è una recensione, non ne sarei capace, è solo una considerazione pubblicata su un interessantissimo blog www.jprossano.com di uno scrittore italiano.
al di la della durezza il romanzo di littell sarebbe da far leggere agli studenti. Da a mio parere un’idea di come si può scivolare nella parte di male che è in noi, di come si arriva all’insensibilità verso questo con una progressione inarrestabile e silenziosa.
una domanda di Aue “sono forse più colpevole di voi….”
rivolta ad una donna conosciuta in piscina e penso a tutti i tedeschi è secondo me il fulcro del libro.
quella che segue non è una recensione, non ne sarei capace, è solo una considerazione pubblicata su un interessantissimo blog www.jprossano.com di uno scrittore italiano.
al di la della durezza il romanzo di littell sarebbe da far leggere agli studenti. Da a mio parere un’idea di come si può scivolare nella parte di male che è in noi, di come si arriva all’insensibilità verso questo con una progressione inarrestabile e silenziosa.
una domanda di Aue “sono forse più colpevole di voi….”
rivolta ad una donna conosciuta in piscina e penso a tutti i tedeschi è secondo me il fulcro del libro.
lunedì 25 febbraio 2008
siamo in campagna elettorale, che tristezza.
comunque andando sulla matematica e sommando i voti
divulgati dai singoli politici arriviamo a un totale di circa il 135 %
che dire.................
comunque andando sulla matematica e sommando i voti
divulgati dai singoli politici arriviamo a un totale di circa il 135 %
che dire.................
giovedì 24 gennaio 2008
montesquieu e l'italia
Apro il blog con un piccolo pensiero per questa Italia,
che ne direbbe Montesquieu?
La vertu politique est un renoncement à soi-même, qui est toujours une chose très pénible. On peut définir cette vertu, l’amour des lois et de la patrie. Cet amour, demandant une préférence continuelle de l’intérêt public au sien propre, ....
La virtù politica è una rinuncia a se stessi, il che è sempre una cosa difficile. Si può
definire questa virtù, l'amore per le leggi e la patria. Questo amore, chiede di dare la priorità continua all'interesse pubblico rispetto al proprio, ...
(trad. propria)
purtroppo, dico io, ci stiamo continuamente allontanandoci da questo pensiero
che ne direbbe Montesquieu?
La vertu politique est un renoncement à soi-même, qui est toujours une chose très pénible. On peut définir cette vertu, l’amour des lois et de la patrie. Cet amour, demandant une préférence continuelle de l’intérêt public au sien propre, ....
La virtù politica è una rinuncia a se stessi, il che è sempre una cosa difficile. Si può
definire questa virtù, l'amore per le leggi e la patria. Questo amore, chiede di dare la priorità continua all'interesse pubblico rispetto al proprio, ...
(trad. propria)
purtroppo, dico io, ci stiamo continuamente allontanandoci da questo pensiero
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